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	<title>Proposte &#8211 Antichità Pasetti Bergamo</title>
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	<description>Mobili antichi</description>
	<lastBuildDate>Mon, 24 Aug 2026 08:47:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Specchiera in legno intagliato</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/specchiera-in-legno-intagliato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2026 13:49:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bella specchiera in legno intagliato e dorato tipica della produzione veneta della seconda metà del XVIII secolo integra in tutte le sue parti, anche lo specchio<span class="excerpt-hellip"> […]</span>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Bella specchiera in legno intagliato e dorato tipica della produzione veneta della seconda metà del XVIII secolo integra in tutte le sue parti, anche lo specchio è quello originale al mercurio.<br />
Impianto rettangolare ornato da volute, controvolute intagli vegetali e rosette, cimasa a conchiglia.</p>
<p>Dimensioni massime: 54 x 80 cm. specchio 33 x 42 cm<br />
L&#8217;oggetto è accompagnato da certificato di autenticità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Capolavoro dell&#8217;ebanisteria lombarda, firmato.</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/g-a-villa-bureau-lombardo-1772/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 11:09:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Splendida ribalta lombarda firmata, datata e ubicata: G. A. Villa, - Legnano, 1772. Vera rarità!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Bureau o cassettone lombardo con ribalta, centrato dallo stemma della famiglia Lampugnani della contrada di Legnarello (Legnano).<br />
La fronte, leggermente convessa, è scandita da un primo cassetto più basso e da tre sottostanti di uguale dimensione; gli spigoli scantonati mostrano una sequenza di elementi sagomati e terminano con un piede a ricciolo introflesso.<br />
Il piano ribaltabile, che presenta una forte mossa ai lati stringendosi verso l’alto, caratterizza fortemente tutto il mobile, dando perciò spazio al centro del fianco dell&#8217;alzata, ad un montante riccamente modanato in legno di testa. All’interno troviamo tre coppie di tiretti di egual dimensione lastronati a spina di pesce. Dietro di loro, ben nascosti, si trovano diversi piccoli tiretti e vani segreti.</p>
<p>Cornici ebanizzate, intarsi a “pel de rava”, lastronature in noce e radica di noce sapientemente posate donano preziosità a questo splendido esemplare di ebanisteria lombarda.</p>
<p>Il mobile presenta un&#8217;ulteriore rarità,  su di un fianchetto dei tiretti segreti è così firmato: <em>Io Giuseppe Antonio Villa feci questo Biurau l’anno 1772 in Legnarello.</em></p>
<p><a href="https://antichitapasettibergamo.net/bureau-lombardo-datato-1772-e-firmato-giuseppe-antonio-villa/">Leggi qui l&#8217;articolo di approfondimento su questo splendido mobile ed il suo stemma.</a></p>
<p><!--StartFragment --></p>
<p>Questo bureau non è solo un mobile antico, ma una vera opera d’arte firmata. Ideale per collezionisti e intenditori, è disponibile per visione su appuntamento presso la nostra galleria. <em>Contattaci qui sotto per maggiori dettagli.</em></p>
<p><!--EndFragment --></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Messa di San Gregorio Magno</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/messa-di-san-gregorio-magno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 15:36:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Eccezionale rilievo ligneo policromo d'alta epoca]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Artista dell’Italia centrale</strong><br />
<strong>ultimo quarto del XV sec. o primo quarto del XVI sec. </strong><br />
<strong>Altorilievo dipinto a tempera in legno di quercia.</strong><br />
<strong>Cm. 90 x 66 x 6,5</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’opera risponde alla rappresentazione del <em>miracolo eucaristico</em> con il papa Gregorio Magno che celebra la messa nella Basilica di Santa Pudenziana a Roma dove avviene la visione di Cristo come <em>Uomo dei Dolori</em> sopra l’altare, attorniato da tutti i simboli della passione.</p>
<p>L’episodio del santo e dottore della chiesa avvenuto nel 595 e riportato in diversi testi come la Legenda Aurea è qui rappresentato tramite un utilizzo di una prospettiva non ancora pienamente padroneggiata, ma testimone di un’epoca e di un autore dove la spinta del rinnovamento umanista ha già fatto dimenticare il gotico, la presenza festoni è un forte elemento tipico rinascimentale, così come anche l’efficacia drammatica dell’immagine di Gesù della cosiddetta imago pietatis (o Cristo in pietà), contribuisce molto efficacemente alla caratterizzazione del rilievo e ci fa pensare ad un artista ben formato che ha potuto vedere/apprendere le novità provenienti da Firenze e dalla Padova di metà ‘400 di Donatello e Squarcione, ciò ci permette di datare l’opera entro il primo quarto del ‘500.</p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Grande credenza da sacrestia veneta del XVII secolo in noce e radica</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/grande-credenza-da-sacrestia-veneta-del-xvii-secolo-in-noce-e-radica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 15:15:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credenza veneta del XVII secolo in noce massello e radica, articolata in tre corpi con cassetti, ante scolpite e tiretti segreti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grande credenza da sacrestia, area veneta, XVII secolo.<br />
Un mobile importante, nato in ambiente ecclesiastico e costruito con quella solidità e quella cura del dettaglio che caratterizzano la produzione veneta del pieno Seicento.</p>
<p>La struttura è articolata in tre corpi:</p>
<ul>
<li>Corpo principale: al centro si dispongono sei cassetti lastronati in radica di noce, con riserve definite da cornici modanate. Ai lati, due ante in massello di noce scolpito, con pannelli a cartelle mistilinee finemente intagliate. Il piano è sottolineato da una cornice sotto‑piano scolpita a cancorrenti, motivo tipico della tradizione veneta.</li>
<li>Corpo centrale: quattro cassetti affiancati da due lesene laterali che celano tiretti segreti, soluzione tecnico‑costruttiva molto ricercata nei mobili da sacrestia.</li>
<li>Corpo superiore: quattro sportelli in noce massello, scanditi da lesene e definiti da cornici perimetrali.</li>
</ul>
<p>Interni in abete massello, fianchi in noce, piedi a mensola, ferramenta originale in ferro.</p>
<p>Alcuni interventi antichi e più recenti hanno interessato la struttura, tra cui una riduzione della profondità, oggi pari a 60 cm, che rende il mobile perfettamente fruibile anche in ambienti contemporanei senza alterarne la lettura storica.</p>
<p>Misure: 218 × 175 × 60 cm.</p>
<p>Un pezzo autentico, scenografico, coerente nella sua lettura stilistica e di grande presenza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Set da gioco levantino finemente intarsiato</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/set-da-gioco-levantino-finemente-intarsiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 14:44:58 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://antichitapasettibergamo.net/?post_type=product&#038;p=3851</guid>

					<description><![CDATA[Tavolino a tripla apertura con quattro poltroncine coordinate, finemente intarsiato in essenze pregiate, osso e madreperla; corredato da perizia CITES.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo raffinato e rarissimo set da gioco levantino, composto da un tavolino trasformabile e quattro poltroncine coordinate, rappresenta un esempio di ebanisteria mediorientale di livello superiore, probabilmente realizzato in area siriana nella prima metà del Novecento.<br />
La qualità dell’intarsio, la complessità delle geometrie e la ricchezza delle essenze impiegate collocano questo insieme tra le opere più interessanti della produzione levantina del periodo.</p>
<p>Il tavolino e le poltroncine sono realizzati con una ampia gamma di legni pregiati — ulivo, bois de rose, ebano, palissandro, legni di frutto e sandalo — impreziositi da inserti in osso e madreperla. La struttura portante è in abete, caratteristica tipica dei manufatti mediorientali del primo Novecento.<br />
L’intarsio, eseguito con tessere minute e perfettamente accostate, presenta motivi geometrici, greche e micro‑decorazioni che testimoniano una maestria artigianale oggi difficilmente riscontrabile.</p>
<p>Il tavolino riprende la forma dei mobili inglesi del XVIII secolo, reinterpretata con sensibilità orientale. Alla base è presente un vano contenitore per pedine o piccoli oggetti da gioco, mentre i due grembialini sottopiano celano due cassetti nascosti, perfettamente integrati nella decorazione.</p>
<p>Le quattro poltroncine, originali e coordinate, esprimono pienamente l’estetica levantina:</p>
<ul>
<li>gambe scolpite con richiami all’arte araba;</li>
<li>collegamenti ad archi ogivali, elemento distintivo dell’architettura islamica;</li>
<li>schienale avvolgente con alternanza di cartelle intarsiate e parti a giorno con colonnette tornite.</li>
</ul>
<p>Ogni lato del tavolino e delle poltroncine presenta decorazioni differenti, con un uso della madreperla misurato, elegante e mai eccessivo, che dona luminosità senza compromettere l’armonia dell’insieme.</p>
<p><strong>Sistema di apertura del tavolino</strong></p>
<p>Il tavolino è dotato di un ingegnoso sistema di apertura articolato in tre fasi successive, che rivelano progressivamente le diverse funzioni del mobile:</p>
<p>1. Consolina → Tavolo da gioco<br />
In configurazione chiusa si presenta come una consolina d’appoggio.<br />
L’apertura del piano permette di ottenere un tavolo da gioco con panno in velluto e fascia perimetrale interamente intarsiata.</p>
<p>2. Comparsa della scacchiera<br />
Sollevando e ripiegando il piano da gioco si rivela una scacchiera finemente intarsiata, realizzata con essenze e materiali di alta qualità.</p>
<p>3. Accesso al backgammon<br />
La scacchiera, a sua volta, può essere sollevata per accedere al terzo livello: un campo da backgammon completamente intarsiato, con motivi geometrici tipici della tradizione levantina.</p>
<p>Tutti i campi da gioco sono realizzati interamente ad intarsio, senza pitture o applicazioni moderne.</p>
<p><strong>Dimensioni:</strong></p>
<p>Tavolino<br />
Chiuso: 83 × 41,5 cm<br />
Aperto: 83 × 83 cm<br />
Altezza: 80 cm</p>
<p>Poltroncine<br />
Larghezza: 56 cm<br />
Profondità: 49 cm<br />
Altezza massima: 85 cm<br />
Altezza seduta: 48 cm</p>
<p><strong>Documentazione</strong><br />
Il set è accompagnato da perizia CITES, che attesta la presenza di materiali organici (osso e madreperla) e ne certifica la commerciabilità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gruppo di quattro sedie Impero con intarsi in ottone</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/gruppo-di-quattro-sedie-impero-con-intarsi-in-ottone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jan 2026 20:56:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Bottega milanese, qualità superiore, intagliate e intarsiate in ottone magistralmente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Raffinato gruppo di quattro sedie Impero a pozzetto, realizzate in noce e impreziosite da intarsi in ottone originali, cifra distintiva della migliore produzione milanese dell’epoca. L’ottone, lavorato con precisione e inserito con mano esperta, rappresentava il non plus ultra del gusto neoclassico in epoca impero: un dettaglio riservato alle botteghe più prestigiose e ai committenti più esigenti.</p>
<p>La cartella dello schienale, finemente intagliata, presenta un elegante rosone neoclassico incorniciato da campanelle agli angoli. La qualità della lavorazione è evidente nei particolari:<br />
– puntali dello schienale a discoidi<br />
– basi dei montanti a ricciolo<br />
– cintura del sedile lastronata, che cela con discrezione le giunture<br />
– intagli sobri, equilibrati, eseguiti con maestria<br />
– intarsi in ottone</p>
<p>L’insieme rivela un gruppo di sedie di rara finezza, armoniose nelle proporzioni e impeccabili nella costruzione. Restaurate con cura, conservano tutta la loro eleganza originaria e sono ideali per ambienti classici e rappresentativi, dove la qualità autentica e la bellezza del dettaglio trovano piena espressione.</p>
<p>Esempio significativo della tradizione milanese dell’Impero, ideale per collezionisti e ambienti di rappresentanza.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ribalta lombarda perfetta con segreti</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/ribalta-lombarda-del-xviii-secolo-in-noce-e-radica-con-vani-segreti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 07:37:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<!--StartFragment -->

Raffinata ribalta antica con cassetti segreti e pomoli cesellati

<!--EndFragment -->]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Raffinata ribalta lombarda del XVIII secolo, originale in ogni sua parte, realizzata con straordinaria maestria artigianale. La struttura è lastronata in noce e righetto, con riserve in radica di noce sapientemente posati, che conferiscono al mobile una preziosità sobria e autentica.<br />
La fronte, leggermente convessa, è scandita da un primo cassetto più basso seguito da tre cassetti di uguale dimensione, impreziositi da eleganti riserve in radica definite da cornicette modanate, sagomate ed ebanizzate, tipiche della produzione lombarda settecentesca. Gli spigoli sono valorizzati da montanti sagomati che terminano in piedi a ricciolo introflesso, dettaglio distintivo che dona eleganza e movimento all’intera struttura.<br />
Il piano ribaltabile cela al suo interno tre coppie di tiretti lastronati in radica, perfettamente simmetrici e armoniosi. Dietro di essi si nasconde un tiretto segreto, mentre anche il pianetto superiore si apre a ribalta rivelando un ulteriore vano nascosto: soluzioni ingegnose che testimoniano la raffinatezza progettuale e la cura artigianale dell’epoca.</div>
<div>
<p><!--StartFragment -->Particolare rilievo meritano i pomoli in bronzo, tutti originali, dalla forma insolita e ricercata, finemente cesellati, aggiungono e completano il mobile con un tocco decorativo di grande fascino.</p>
<p>Le cornici ebanizzate e le lastronature posate con perizia confermano la qualità di questo esemplare, che per struttura, soluzioni decorative e tipologia di piede richiama fortemente un’altra ribalta da noi posseduta, firmata dall’ebanista Giuseppe Antonio Villa di Legnano. Un confronto che ne sottolinea l’importanza e la possibile attribuzione.</p>
<p><!--EndFragment --></p>
</div>
<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f449.png" alt="👉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <em>Per approfondire, <a href="https://antichitapasettibergamo.net/opere/g-a-villa-bureau-lombardo-1772/" data-cke-saved-href="https://antichitapasettibergamo.net/opere/g-a-villa-bureau-lombardo-1772/">è disponibile la scheda completa del mobile firmato Villa</a></em></p>
<p>Il presente mobile è accompagnato da certificato di autenticità, puoi chiederci un&#8217;anteprima se lo desideri.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cassettone Luigi XIV mosso</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/cassettone-luigi-xiv-mosso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Aug 2025 14:03:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Raro cassettone lombardo / veneto in noce con fronte centinato (o a botte), composto da quattro cassetti inquadrati da cornici ebanizzate, decorati da riserve con nastri<span class="excerpt-hellip"> […]</span>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><span style="color: #212121;">Raro cassettone lombardo / veneto in noce con fronte centinato (o a botte), composto da quattro cassetti inquadrati da cornici ebanizzate, decorati da riserve con nastri intarsiati in legno d&#8217;acero che si avviluppano tra loro, queste, si alternano ad altre riserve in pedulle di noce centrate dalle maniglie in bronzo lavorate a bulino. I cassetti sono separati tra loro da catene lastronate in ulivo. Montanti scantonati, vano segreto interno, festone sottopiano dorato. </span>Fianchi centrati da pannelli decorati con analoghi motivi a quelli dei cassetti.</div>
<div><span style="color: #212121;">Sono presenti piccoli restauri, maniglie e bocchette in bronzo cesellato sono originali.</span></div>
<div>Attribuibile ad una produzione lombardo-veneta tra la fine del XVII e l&#8217;inizio del XVIII secolo.</div>
<div>
<div>
<div>
<div><span style="color: #212121;"><br />
</span></p>
<div><span style="color: #212121;"><b>Dimensioni: H 107 x L 150 x P 57 Cm.</b></span></div>
<div><span style="color: #212121;"> </span></div>
<div><span style="color: #212121;">Questo cassettone sobrio ed elegante, si distingue non per sfarzo e appariscenza, ma soprattutto per l&#8217;originalità e la singolarità delle soluzioni decorative scelte mai eccessive: il fronte leggermente mosso verso l&#8217;avanti gli permette di avere fianchi non troppo profondi e ne addolcisce la linea, il festone sottopiano ha merletti che si guardano a due a due, l&#8217;intarsio è ben eseguito, con motivi che ricordano i ben più noti motivi alla Berain con linee spezzate e mosse che si alternano tra loro in un gioco ben studiato. In ultimo le splendide maniglie, originalissime per tipologia, sono rifinite a bulino e posizionate intelligentemente in riserve ben definite lastronate in pedulle di noce. Tutto questi elementi, distribuiti sulla superficie del mobile con sapienza, hanno come risultato un elegante ornato del mobile.</span></div>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vetrina neoclassica</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/vetrina-neoclassica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 21:29:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Elegante Vetrina inglese con finissimi intarsi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Raffinata vetrina in legno di mogano a due ante divise da un montante aggettante centrato da ovale scolpito a palmette nel timpano.  Eleganti intarsi in legno di bosso a cascatelle di campanelle concatenate ornano le superfici di questo caratteristico mobile inglese molto ben riuscito, tipica dell&#8217;ebanisteria d&#8217;oltre manica la suddivisione dei vetri con profili in legno. Infine, risulta sorretta da quattro gambe slanciate troncopiramidali rovesciate.</p>
<p>Mobile raffinato e luminoso, ideale per valorizzare collezioni in ambienti d’epoca o di pregio, che potrete ammirare anche attraverso i fianchi del mobile, costituiti esclusivamente dai vetri.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ritratto di Antonio Tommaso Volpi, 1797.</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/ritratto-di-antonio-tommaso-volpi-1797/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2025 10:38:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ritratto autentico, spirituale, storico: eleganza settecentesca per collezionisti colti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scuola bergamasca di fine XVIII secolo</strong></p>
<p><strong>Ritrato di Antonio Tommaso Volpi . 1797 circa.</strong></p>
<p><strong>Olio su tela, cm 98&#215;73.</strong></p>
<p>Raffinato ritratto a olio su tela raffigurante il presbitero ambrosiano <strong>Antonio Tommaso Volpi</strong> (1720–1797), figura di spicco nella vita religiosa e culturale del Settecento lombardo,  nonché parroco di Villasola e successivamente di Osio Sopra. Autore di testi teologici e protagonista della diffusione delle reliquie dei santi attraverso la stampa, Volpi ricoprì un ruolo centrale come parroco a Osio Sopra, dove promosse la costruzione della nuova chiesa parrocchiale.</p>
<p>Il dipinto, verosimilmente commissionato in ambito parrocchiale tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, presenta un’impostazione compositiva solenne, conforme ai canoni della ritrattistica religiosa post-barocca, la composizione è simmetrica, con il volto in posizione frontale e un’espressione serena ma autorevole. Elementi che richiamano la ritrattistica religiosa bergamasca, avvicinandosi allo stile dei maestri lombardi del Settecento. Sullo sfondo una libreria con volumi ben rappresentati a testimoniare il livello culturale del Volpi.</p>
<p><strong>Caratteristiche artistiche:</strong></p>
<div>Tecnica: olio su tela rifoderata<br />
Stato di conservazione: buono, con segni del tempo compatibili con l’epoca<br />
Cornice originale coeva in legno dorato</div>
<div>Dimensioni cm: opera 98&#215;73 con cornice 108&#215;83</div>
<p>Il ritratto, corredato da epigrafe latina commemorativa, testimonia il prestigio acquisito all’interno della comunità e la funzione culturale della pittura sacra nel consolidamento della memoria clericale. Volpi fu noto per il suo impegno nella diffusione della letteratura teologica e delle reliquie dei santi mediante la stampa. Il suo pensiero si avvicinò agli orientamenti giansenisti, e le sue opere furono oggetto di dibattito dottrinale.</p>
<p><strong>Traduzione dell&#8217;epigrafe</strong></p>
<p><em>Antonio Tommaso Volpi di Villa Solius, poi di  di Osio Sopra. parroco superiore, illustre per la letteratura e le discipline teologiche, benemerito della patria per i corpi dei santi rivendicati attraverso la stampa, morì il 17 giugno dell&#8217;anno 1797 all’età di 77 anni. La nuova chiesa parrocchiale fu costruita così come la casa parrocchiale.</em></p>
<p><strong>La Figura di Antoni Tommaso Volpi</strong></p>
<p>Figura eminente del Settecento ecclesiastico, Volpi fu parroco e teologo apprezzato per il suo acume letterario e per l&#8217;impegno nella tutela del patrimonio sacro, si distinse per il suo pensiero teologico, in particolare come interprete del giansenismo. Originario di Somasca, fu parroco di Villasola, di Cisano Bergamasco, dal 1752 al 1766 e successivamente di Osio Sopra (BG) dal 1766 al 1797, dove guidò la costruzione della nuova chiesa parrocchiale dedicata a San Zeno. Contribuì alla diffusione delle reliquie dei santi mediante la stampa, pratica allora cruciale per la devozione popolare e l’identità religiosa. La costruzione della nuova chiesa parrocchiale e della canonica testimonia il segno tangibile lasciato nella sua comunità. Morì il 17 giugno 1797 all’età di 77 anni, lasciando un’eredità spirituale e culturale celebrata dall’epigrafe che gli fu dedicata in questo dipinto.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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