<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Dipinti &#8211; Antichità Pasetti Bergamo</title>
	<atom:link href="https://antichitapasettibergamo.net/c/dipinti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://antichitapasettibergamo.net</link>
	<description>Mobili antichi</description>
	<lastBuildDate>Tue, 25 Aug 2026 21:06:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>
	<item>
		<title>Ritratto di Antonio Tommaso Volpi, 1797.</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/ritratto-di-antonio-tommaso-volpi-1797/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2025 10:38:18 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://antichitapasettibergamo.net/?post_type=product&#038;p=3590</guid>

					<description><![CDATA[Ritratto autentico, spirituale, storico: eleganza settecentesca per collezionisti colti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scuola bergamasca di fine XVIII secolo</strong></p>
<p><strong>Ritrato di Antonio Tommaso Volpi . 1797 circa.</strong></p>
<p><strong>Olio su tela, cm 98&#215;73.</strong></p>
<p>Raffinato ritratto a olio su tela raffigurante il presbitero ambrosiano <strong>Antonio Tommaso Volpi</strong> (1720–1797), figura di spicco nella vita religiosa e culturale del Settecento lombardo,  nonché parroco di Villasola e successivamente di Osio Sopra. Autore di testi teologici e protagonista della diffusione delle reliquie dei santi attraverso la stampa, Volpi ricoprì un ruolo centrale come parroco a Osio Sopra, dove promosse la costruzione della nuova chiesa parrocchiale.</p>
<p>Il dipinto, verosimilmente commissionato in ambito parrocchiale tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, presenta un’impostazione compositiva solenne, conforme ai canoni della ritrattistica religiosa post-barocca, la composizione è simmetrica, con il volto in posizione frontale e un’espressione serena ma autorevole. Elementi che richiamano la ritrattistica religiosa bergamasca, avvicinandosi allo stile dei maestri lombardi del Settecento. Sullo sfondo una libreria con volumi ben rappresentati a testimoniare il livello culturale del Volpi.</p>
<p><strong>Caratteristiche artistiche:</strong></p>
<div>Tecnica: olio su tela rifoderata<br />
Stato di conservazione: buono, con segni del tempo compatibili con l’epoca<br />
Cornice originale coeva in legno dorato</div>
<div>Dimensioni cm: opera 98&#215;73 con cornice 108&#215;83</div>
<p>Il ritratto, corredato da epigrafe latina commemorativa, testimonia il prestigio acquisito all’interno della comunità e la funzione culturale della pittura sacra nel consolidamento della memoria clericale. Volpi fu noto per il suo impegno nella diffusione della letteratura teologica e delle reliquie dei santi mediante la stampa. Il suo pensiero si avvicinò agli orientamenti giansenisti, e le sue opere furono oggetto di dibattito dottrinale.</p>
<p><strong>Traduzione dell&#8217;epigrafe</strong></p>
<p><em>Antonio Tommaso Volpi di Villa Solius, poi di  di Osio Sopra. parroco superiore, illustre per la letteratura e le discipline teologiche, benemerito della patria per i corpi dei santi rivendicati attraverso la stampa, morì il 17 giugno dell&#8217;anno 1797 all’età di 77 anni. La nuova chiesa parrocchiale fu costruita così come la casa parrocchiale.</em></p>
<p><strong>La Figura di Antoni Tommaso Volpi</strong></p>
<p>Figura eminente del Settecento ecclesiastico, Volpi fu parroco e teologo apprezzato per il suo acume letterario e per l&#8217;impegno nella tutela del patrimonio sacro, si distinse per il suo pensiero teologico, in particolare come interprete del giansenismo. Originario di Somasca, fu parroco di Villasola, di Cisano Bergamasco, dal 1752 al 1766 e successivamente di Osio Sopra (BG) dal 1766 al 1797, dove guidò la costruzione della nuova chiesa parrocchiale dedicata a San Zeno. Contribuì alla diffusione delle reliquie dei santi mediante la stampa, pratica allora cruciale per la devozione popolare e l’identità religiosa. La costruzione della nuova chiesa parrocchiale e della canonica testimonia il segno tangibile lasciato nella sua comunità. Morì il 17 giugno 1797 all’età di 77 anni, lasciando un’eredità spirituale e culturale celebrata dall’epigrafe che gli fu dedicata in questo dipinto.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giudizio di Paride entro ghirlanda di fiori</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/giudizio-di-paride-entro-ghirlanda-di-fiori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jul 2024 10:03:43 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://antichitapasettibergamo.net/?post_type=product&#038;p=3466</guid>

					<description><![CDATA[Scena mitologica attribuita a Isidoro Bianchi entro una raffinata ghirlanda “alla Seghers”]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Isidoro Bianchi (Campione, 1581-1662).</strong></p>
<p><strong>Prima metà del XVII secolo. Olio su tela, cm 60&#215;90 circa.</strong></p>
<p>L’opera presenta una rara composizione “a doppia mano”, in cui la piccola scena mitologica del Giudizio di Paride è racchiusa entro una ricca ghirlanda di fiori su fondo scuro, secondo un modello iconografico di derivazione fiamminga.</p>
<p>L’episodio raffigurato — il momento in cui Paride assegna la mela d’oro ad Afrodite, preferendola a Era e Atena — <strong>è il mito generativo della guerra di Troia</strong>, poiché proprio da questa scelta nasce la promessa dell’amore di Elena e, con essa, l’intero ciclo epico. La scena è resa con eleganza narrativa e finezza gestuale, qualità che la Prof.ssa <strong>Mina Gregori</strong> riconosce con piena sicurezza alla mano di Isidoro Bianchi, sottolineandone il legame con la tradizione morazzoniana e con l’ambiente nuvoloniano.</p>
<p>La ghirlanda che incornicia l’ovale, caratterizzata da una resa naturalistica luminosa e da una notevole varietà botanica, mostra affinità con il linguaggio “alla Seghers”, reinterpretato in area lombarda da <strong>Pier Francesco Cittadini </strong>(Milano, 1616 – Bologna, 1681), cui si avvicina per qualità e impianto decorativo.</p>
<p>Il dipinto è corredato da studio attributivo della Prof.ssa Mina Gregori, documento di particolare rilievo per la definizione dell’autografia della scena centrale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sacra famiglia con Santa Elisabetta e San Giovannino</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/sacra-famiglia-con-santa-elisabetta-e-san-giovannino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2024 07:34:18 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://antichitapasettibergamo.net/?post_type=product&#038;p=3387</guid>

					<description><![CDATA[Piccola opera su rame, toscana, di alta qualità pittorica.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Maestro toscano del XVI secolo, </strong></p>
<p><strong>prima metà del XVI secolo. Olio su rame, cm 27,5 x 22</strong></p>
<p>Il piccolo rame rappresenta una scena di storia sacra, afferente alla fanciullezza di Cristo, pregna di significati simbolici, alludenti al destino sacrificale di Gesù, stemperato nella tenerezza dell’intonazione. Esemplata sulla celebre <em>Madonna del Divino amore</em> di Raffaello, del 1516, la raffinata pittura destinata alla devozione privata, testimonia la fortuna iconografica del soggetto nel corso del Cinquecento in area centro-italiana.</p>
<p>I dati stilistici accomunano delicatezza calligrafica nella definizione delle protagoniste femminili e vigore plastico nelle anatomie dei fanciulli, con una tavolozza dai contrasti ricercati tra verdi accesi o profondi e rosati smaltati d’ascendenza manierista toscana.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pentimento di San Pietro</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/lacrime-di-san-pietro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2024 15:18:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://antichitapasettibergamo.net/?post_type=product&#038;p=3366</guid>

					<description><![CDATA[Maestro napoletano del XVII secolo, <em>Il pianto di San Pietro. </em>Pittura su vetro]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>San Pietro è colto nel momento drammatico del pentimento, seguito al celebre episodio del rinnegamento di Cristo, cui il gallo allude.<br />
Il pathos è espresso con linguaggio piano, esplicito: Pietro rivolge piangendo lo sguardo al cielo, invocando perdono, secondo l’intendimento di suscitare nel riguardante adesione emotiva e accoglimento dell’insegnamento evangelico.</p>
<p>Il vetro dipinto, in ottimo stato di conservazione, si colloca tra le opere secentesche di devozione d’area napoletana, con stilemi che rimandano all’opera di Francesco Fracanzano.</p>
<p>prima metà del Seicento.<br />
Pittura su vetro, cm. 25 x 18,5</p>
<p>L&#8217;opera è presentata nella propria cornice originale, finemente modanata, ebanizzata e dorata.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scena domestica con bimba che imbocca la nonna</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/scena-domestica-con-bimba-che-imbocca-la-nonna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 07:28:34 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://antichitapasettibergamo.net/?post_type=product&#038;p=3287</guid>

					<description><![CDATA[Deliziosa scena di genere immersa in un'atmosfera giocosa]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Francesco Giuseppe Ciseri ( Firenze 1858  &#8211; 1933)</strong></p>
<p><strong><em>Scena di genere con bimba che imbocca la nonna</em></strong></p>
<p><strong>Olio su tela, cm 46 x 60</strong></p>
<p><strong>Firmato in alto a destra “F. Cis 1889”</strong></p>
<p>La firma realizzata con pittura rossa, particolare presente in molte opere del pittore, collega il dipinto alla mano di Francesco Giuseppe Ciseri (Firenze 1858  &#8211; 1933).</p>
<p>Il presente dipinto si discosta dal catalogo del pittore che come il padre predilige cimentarsi in temi sacri e ritratti, in questo caso si tratta di una scena di genere in cui i protagonisti sono popolani; questo tipo di pittura ebbe moltissimo successo sul finire del XIX secolo, i dipinti che ritraevano le popolazioni più basse in ambienti idilliaci e immagini gioiose ebbero grandissima fortuna di mercato soprattutto quello straniero. In queto caso vediamo una mamma con in braccio una bambina che imbocca con tutta probabilità la nonna con della frutta, il tutto in un atmosfera giocosa.</p>
<p>Nato a Firenze il 19 maggio 1858 è figlio del celebre pittore Antonio Ciseri e Cesira Bianchini. La sua educazione artistica dipende strettamente dall&#8217;attività paterna: egli fu costantemente presente nello studio del padre. Nel 1875 cominciò il normale corso di studi artistici presso l&#8217;Accademia di belle arti a Firenze. Fra i suoi primissimi lavori vanno ricordati, entrambi del 1877, una replica di un Sacro Cuore di Maria, e un ritratto dell&#8217;imperatore del Brasile, Don Pedro, ricavato da una fotografia; nello stesso anno accompagnò il padre in uno dei suoi frequenti viaggi a Roma. Nel 1883 è documentato un altro suo ritratto, quello di Mario Brian Rei, cognato della sorella Caterina; sempre nel 1883, inoltre, partecipò alla Promotrice fiorentina con un quadro di genere, l&#8217;Annaspo. Il suo primo lavoro importante risale al 1884, quando eseguì un Sacro Cuore per la chiesa del S. Salvatore a Gerusalemme; per la stessa chiesa finirà nel 1886 una copia molto libera del Sogno di S. Giuseppe, dipinto da Antonio: commissioni, queste, ottenute attraverso il padre, il quale aveva ricevuto numerosi incarichi per le chiese di Gerusalemme.</p>
<p>Nel 1889 soggiornò per alcune settimane a Parigi allo scopo di visitare l&#8217;Esposizione universale, e scrisse alla famiglia lettere in cui si dichiarava sbalordito dai risultati artistici raggiunti da altre nazioni, segnalando particolarmente i dipinti francesi, spagnoli e russi. L&#8217;anno seguente compì un viaggio di istruzione a Berlino, lavorando subito dopo a una copia della Madonna con Bambino di Murillo nella Galleria Palatina di Firenze, su commissione di un collezionista russo. Nel 1900, inoltre, partecipò al concorso Alinari con una Madonna con Bambino. Nel 1924 donò la sua collezione di dipinti alla Galleria d’Arte Moderna di Firenze. Morì a Firenze l&#8217;8 novembre del 1935.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giuseppe Roncelli, paesaggio all&#8217;imbrunire</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/giuseppe-roncelli-paesaggio-allimbrunire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2021 21:05:55 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://antichitapasettibergamo.net/?post_type=product&#038;p=2763</guid>

					<description><![CDATA[Paesaggio con armenti dove la natura è protagonista in tutte le sue forme.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">Il dipinto rappresenta un paesaggio con armenti dove in primo piano a destra troviamo un grande albero che si contrappone a sinistra ad una grotta che lascia intravedere dietro di se un vivace corso d&#8217;acqua. Al centro del dipinto il pittore da spazio ad una lunga veduta su un territorio di alte colline dove scorgiamo due piccoli castelli ed una cittadina. Il cielo è carico di nubi che sembrano ribollire mentre gli ultimi raggi di sole riescono a filtrare fra di esse e tutto è così colto con la calda luce dell&#8217;imbrunire.</p>
<p dir="ltr">L’opera in esame per evidenti caratteristiche stilistiche e compositive è attribuita alla mano di Giuseppe Roncelli (Candia, 1661 – Bergamo 1729). Nato a Candia, importante città portuale cretese, viene in Italia con lo zio all&#8217;età di circa 8 anni nel paese natale del padre, Stezzano (BG), Intraprese gli studi a Bergamo nelle scuole della Misericordia e poi in seminario grazie al sostegno del nobile F. M. Carrara. Già in questi primi anni di formazione iniziò ad emergere il suo interesse verso l’arte pittorica, che poté sviluppare pienamente negli anni della maturità. Dapprima infatti Giuseppe si dedicò al raggiungimento del sacerdozio: con il sostegno economico dei conti Moroni si recò a Milano presso i gesuiti, dove conseguì una laurea in teologia; nel 1683 venne ordinato diacono a Bergamo e il 22 settembre del 1685 prese gli abiti sacerdotali. Nonostante la sua ordinazione, Roncelli iniziò a dedicarsi quasi totalmente all’arte. Iniziò a ricevere importanti commissioni aristocratiche oltre che nel bergamasco, a Verona, dove affrescò una sala nella dimora dei conti Turchi, oggi perduta, e a Brescia, dove si fermò per lungo tempo e dove realizzò molti dipinti e conobbe da vicino l’operato dell’olandese Pieter Mulier detto il Cavalier Tempesta (Haarlem, 1637 – Milano, 1701) , che condizionò la maniera di eseguire i suoi paesaggi orientandoli verso una natura bucolica e idilliaca attenta agli effetti dei fenomeni atmosferici. La sua attenzione si rivolse altresì alla pittura di paesaggio nordica e certamente all’osservazione degli esempi veneti e romani.</p>
<p dir="ltr">Interessante è cogliere la sapiente dimensione prospettica con cui il Roncelli concepisce le proprie vedute, seguendo un procedimento accorto di quinte sceniche e una regia luministica personalissima, distante dalle drammatiche e seicentesche scenografie del Tempesta, optando per un immaginario piacevolmente pittoresco. Questa caratteristica è perfettamente riscontrabile anche nell’opera analizzata, dove la composizione paesaggistica risulta attentamente studiata e la natura, vera protagonista dell’opera, è resa in una dimensione arcadica e al contempo suggestiva: le fronde degli alberi sono mosse dal vento e celano piccoli borghi e fortezze che si scorgono in lontananza, sotto un cielo coperto di nubi e illuminato dalla calda luce rosata dell&#8217;imbrunire. Medesima resa del paesaggio si riscontra in altre opere dell’autore, tra cui si citano ad esempio Riposo durante la fuga in Egitto conservato nel Santuario della Madonna dei Campi a Stezzano e il Paesaggio con figure apparso sul mercato. Molti dipinti si trovano in collezioni private, mentre altri due paesaggi visibili al pubblico sono conservati nel Museo diocesano di Bergamo e rappresentano <i>Tobiolo e l’arcangelo Raffaele </i>e <i>La vocazione dei figli di Zebedeo</i>:<i> </i>opere caratterizzate, ancora una volta, da cieli dorati dalle tinte dell’imbrunire.</p>
<div dir="auto" align="left">
<div dir="auto" align="left">
<p dir="ltr">Olio su tela, cm 89 x 89 – con cornice cm 114 x 106</p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Natura viva con animali da cortile</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/natura-viva-con-animali-da-cortile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 22:11:21 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://antichitapasettibergamo.net/?post_type=product&#038;p=2523</guid>

					<description><![CDATA[Venduto]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pittore del nord Italia.<br />
Seconda metà del XVII secolo<br />
Olio su tela</p>
<p>Quest&#8217;opera rappresenta un raro esempio di natura viva dove animali da cortile sono colti nell&#8217;atto di abbeverarsi, in primissimo piano trova spazio una piccola natura morta di ortaggi mentre lo sfondo si apre in un profondo paesaggio montano.<br />
La composizione molto equilibrata è ben descritta con tratti minuziosi e capaci.<br />
Entro cornice originale.</p>
<p>Le dimensioni sono: con cornice cm 90 x 115, il dipinto 74 x 100 cm.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paesaggio italiano con pastore e armenti che attraversano un ruscello</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/paesaggio-italiano-con-pastore-e-armenti-che-attraversano-un-ruscello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2020 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://antichitapasettibergamo.net/?post_type=product&#038;p=3378</guid>

					<description><![CDATA[<span style="color: #800000;">VENDUTO</span>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Michiel Carrée (The Hauge, 1657-Alkmaar, 1727),<br />
Olio su tela, cm 44,5&#215;53,5 circa, fine del XVII secolo.</p>
<p>Il paesaggio di gusto italiano accoglie in primo piano il pastore, che conduce un gruppo di armenti al guado di un ruscello. L’opera dovuta al pittore olandese M. Carrér, seguace di N. P. Berchem, specialista della pittura di paese, descrive con tinte smaltate le fronde arboree sospese sui rilievi rocciosi, l’approfondimento del viottolo e il cielo solcato da nubi rosate. La luce calda avvolge la vivace animazione della scena, tesa a restituirci la serenità della vita agreste.</p>
<p>Il dipinto è corredato dallo studio attributivo della dottoressa Marijke C. Kinkelder dell&#8217;istituto RKD — Netherlands Institute for Art History.<br />
Inoltre, l&#8217;opera è catalogata e pubblicata sul sito dell&#8217;istituto. <a href="https://rkd.nl/imageslite/378568" target="_blank" rel="noopener">Visibile qui.</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Oasi nel deserto</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/oasi-nel-deserto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2020 18:01:20 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://antichitapasettibergamo.net/?post_type=product&#038;p=3511</guid>

					<description><![CDATA[Venduto]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Achille Vertunni (1826 Napoli &#8211; 1897 Roma)</strong></p>
<p><strong>Oasi nel deserto. 1874 circa.</strong></p>
<p><strong>Olio su tela, cm 46&#215;92.</strong></p>
<p>La calibrata struttura compositiva della scena è caratterizzata da un paesaggio fortemente luminoso, teso a riportarci la luce e l&#8217;atmosfera del deserto, dove in lontananza il calore sfuoca la realtà. I verdi della vegetazione della piccola oasi spiccano fra gli azzurri del cielo e le terre rossastre del deserto, sullo sfondo un basso edificio. Più che il disegno è il colore, steso in maniera veloce, a tratti denso, a tratti magrissimo, ad avere una sua espressività e una sua capacità di suggestione, con una resa magistrale dell&#8217;atmosfera che conquista l&#8221;occhio dell&#8217;osservatore in maniera stupefacente.</p>
<p>Opera firmata in basso a destra.</p>
<p>Achille Vertunni frequentò il Real Istituto di belle arti di Napoli, subì l&#8217;influenza della Scuola di Posillipo. Premiato ex aequo con il pittore Nicola Palizzi nel 1851 si trasferì a Roma nel &#8217;53. Dagli anni Settanta si dedicò al paesaggio, che divenne il soggetto quasi esclusivo dei suoi dipinti. Tipici i suoi tramonti nell&#8217;Agro romano e nelle Paludi Pontine, più rare le afriche figlie del suo viaggio in Egitto del 1874.<br />
Partecipò all&#8217;Esposizione di Vienna del 1873, all&#8217;Esposizione universale di Parigi del 1878 e all&#8217;Esposizione Internazionale di Roma del 1883.<br />
Sue opere si trovano alla Galleria nazionale d&#8217;arte moderna e contemporanea di Roma, alla Galleria d&#8217;Arte Moderna di Firenze, di Torino, di Milano e alla Galleria dell&#8217;Accademia di belle arti di Napoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Alben da Oltre il Colle</title>
		<link>https://antichitapasettibergamo.net/opere/lalben-da-oltre-il-colle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivano Pasetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2020 16:48:42 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://antichitapasettibergamo.net/?post_type=product&#038;p=3491</guid>

					<description><![CDATA[<span style="color: #800080;">VENDUTO</span>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Edoardo MARCHIORO (1882 Schio &#8211; 1935 Brescia)</strong></p>
<p><strong>Montagne bergamasche, Alben Oltre il Colle.</strong></p>
<p><strong>Olio su tavoletta, cm 40&#215;55.</strong></p>
<p>Marchioro, pittore e scenografo del teatro alla Scala per lunghi anni, per questo di difficile reperibilità, in questo bel dipinto, molto probabilmente eseguito dal vivo, ci propone una bella vista del monte Alben, con un forte primo piano su di una staccionata presso i pascoli di Oltre il Colle. La luce è intensa e vibrante, l&#8217;aria è tersa, nei canaloni del monte appare ancora della neve, così l&#8217;artista ci restituisce una giornata dell&#8217;estate da poco iniziata del 1931.</p>
<p>Opera intitolata, firmata e datata.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
